Il tribunale nazionale si rifiuta di sospendere l’ordine di istruzione alla fine dell’anno accademico 2019-2020

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La Camera contenziosiamministrativi del Tribunale nazionale ha respinto le misure precauzionali richieste dalla Parte Popolare nel suo appello contro l’ordinanza ministeriale del 22 aprile del Ministro della Pubblica Istruzione che stabilisce il quadro e gli orientamenti per l’azione per il terzo trimestre dell’anno accademico 20192020 e l’inizio dell’anno accademico 2020-2021, data la situazione di crisi causata da COVID19.

Il PP nel suo ricorso ha chiesto la sospensione cautelare, senza prima aver sentito l’amministrazione, di uno degli articoli e di diverse sezioni degli allegati del decreto impugnato. Ha richiesto il più precauzionale per motivi di urgenza speciale.

Nel suo ordine, la Camera spiega che queste misure estremamente precauzionali, senza sentire la parte opposta (in questo caso il Procuratore di Stato che rappresenta il Ministero della Pubblica Istruzione) sono prese in considerazione quando ci sono circostanze di particolare urgenza e che in caso di trattamento come misura precauzionale sarebbe inefficace prima di un’esecuzione immediata e quasi reversibile dell’atto impugnato.

Nel caso specifico, i magistrati ritengono che l’obbligo di urgenza non sia soddisfatto per concordare misure precauzionali per due motivi: l’ordinanza ministeriale contestata non comporta un’immediatezza nella sua esecuzione che può giustificare la risoluzione senza prima aver sentito il Procuratore di Stato e perché la stessa ricorrente è stato lento presentare il ricorso: “’è poca urgenza quando si apprezza obiettivamente che il ricorrente era a conoscenza dell’Ordine ministeriale contestato con la sua pubblicazione nella BOE il 24 aprile 2020 e, tuttavia, il ricorso amministrativo controverso non è stato presentato fino a quando il 18 maggio 2020, senza che la ricorrente si riferisca a qualsiasi motivo che giustifichi il tempo trascorso fino all’obiezione del suddetto decreto ministeriale.

Per tutti questi motivi, la Camera respinge le misure molto precauzionali e ordina che l’incidente precauzionale venga elaborato, concedendo alla Procura della Repubblica 10 giorni per presentare le accuse.