Il CGPJ approva i criteri generali per la preparazione dei piani per la ripresa dell’attività giudiziaria

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La Commissione Permanente del Consiglio Generale della Magistratura ha approvato oggi i criteri generali per la preparazione dei piani per la ripresa delle attività giudiziarie da parte delle Camere Governative del Tribunale Nazionale e delle Corti Superiori di Giustizia, che comprendono le azioni che possono essere attuate durante la validità della sospensione dei termini procedurali e amministrativi e le raccomandazioni da seguire, una volta revocata la sospensione e, di conseguenza, l’attività giudiziaria sia completamente riattivata.

Il fin e dell’accordo è di standardizzare i criteri di applicazione per alcuni aspetti contenuti nel “Protocollo d’azione per la riattivazione dell’attività giudiziaria e della salute professionale” e nella “Guida alle buone pratiche per la riattivazione dell’attività giudiziaria e l’adozione di misure di salute professionale per la prevenzione delle infezioni negli uffici giudiziari “approvata dalla Commissione permanente il 29 aprile, così come altre previste dal regio decreto legge 16/2020, del 28 aprile, sulle misure procedurali e organizzative da adottare contro il COVID-19 nell’area dell’Amministrazione della giustizia.

Azioni giudiziarie durante la validità della sospensione delle condizioni procedurali e amministrative

La Commissione permanente indica che lo scenario che attualmente regola l’attività giurisdizionale è delimitato dal suo accordo del 14 marzo, che ha decretato, come ispirato dal principio generale della situazione derivata dallo stato di allarme, la sospensione di tutte le attività giudiziarie programmate e delle scadenze procedurali, stabilendo come eccezione a tali misure le ipotesi di servizi essenziali che appaiono nell’accordo del 13 marzo, gli edifici giudiziari devono essere tenuti aperti e operativi a tale scopo.
I servizi essenziali che non sono interessati dalla sospensione generale delle scadenze procedurali,  sono espressi sia nella seconda disposizione aggiuntiva del regio decreto 463/2020, del 14 marzo, che dichiara lo stato di allarme per la gestione della situazione. della crisi sanitaria causata dal COVID-19, come negli accordi della Commissione permanente che li hanno istituiti successivamente.
Anche tutte le azioni giudiziarie che il giudice o il tribunale accetta di praticare per evitare danni irreparabili ai legittimi diritti e interessi delle parti nel processo sono considerate servizi essenziali.

Azioni relative a servizi non essenziali

La sospensione dei termini e l’interruzione dei termini procedurali, fintanto che sono in vigore durante lo stato di allarme, non implica l’incapacità  di compiere azioni giudiziarie compatibili con detta sospensione, come l’emissione delle risoluzioni, né dovrebbe impedire per quanto possibile, il normale funzionamento dell’Amministrazione della Giustizia nei modi determinati dagli organi di governo della Magistratura, a condizione che possano essere effettuati con i mezzi personali che, in accordo con il Il Consiglio Generale della Magistratura e gli organi governativi della Magistratura, ha fissato il Ministero della Giustizia e le Amministrazioni benefiche durante il processo di declassamento stabilito nell’Ordine JUS / 394/2020, dell’8 maggio, che approva il Piano di sicurezza sul lavoro e il piano di riduzione della sicurezza per l’amministrazione della giustizia prima del COVID-19 (BOE del 9 maggio).

Pertanto, nelle azioni e nei servizi non essenziali, la presentazione, in tutti i casi, dei documenti di avvio della procedura, della sua registrazione e distribuzione, nonché del suo trattamento secondo le norme procedurali applicabili fino al momento in cui un azione procedurale che apre un periodo che deve essere sospeso in virtù della seconda disposizione aggiuntiva del regio decreto 463/2020. Lo stesso accadrà per quanto riguarda i documenti procedurali, non collegati a termini o periodi interrotti o sospesi, e fino a quando non saranno condotte azioni procedurali che apriranno periodi procedurali che devono essere sospesi in virtù della seconda disposizione aggiuntiva del regio decreto 463/2020.
Inoltre, durante la validità della sospensione delle condizioni procedurali, gli organi giudiziari possono procedere alla notifica delle risoluzioni che sono dettate nei processi in corso. Tuttavia, nel caso di risoluzioni emesse in processi non essenziali, la notifica effettuata non porterà alla revoca delle scadenze sospese.
Negli organi collegiali, la delibera sarà condotta – preferibilmente elettronicamente – su questioni il cui trattamento è completato, al momento dell’emissione della risoluzione appropriata e della sua notifica. Continuerà inoltre a indicare per deliberazione e decisione quelle questioni il cui trattamento è stato concluso fintanto che l’udienza non è appropriata.

Riordino delle agende di segnalazione

Come stabilito nella Guida alle buone pratiche, le Camere governative degli organi giurisdizionali approveranno un “Protocollo per il coordinamento delle agende di segnalazione”, potendo dare la sua partecipazione alla sua elaborazione sia alle Commissioni di monitoraggio che alle Riunioni generali o settoriali di giudici e segretari del governo o del coordinamento.
Il riordino delle agende può iniziare a essere già effettuato nella fase attuale, quando la sospensione delle scadenze viene revocata, prendendo in considerazione come indicatore se l’audizione potrebbe essere tenuta o meno con mezzi telematici, se la stanza è di uso condiviso, la capacità massima che consente di mantenere la distanza interpersonale di due metri in stanze e corridoi in vista, la durata stimata della segnalazione, il tempo preciso per pulire la stanza, le condizioni ambientali, ecc.
Inoltre, i decani, con la partecipazione dei consigli di amministrazione, dovrebbero stabilire un programma per l’uso delle aule giudiziarie e delle altre risorse materiali di ciascun quartier generale giudiziario, cercando di mantenere le azioni procedurali già programmate e privilegiando, in ogni caso, la natura preferenziale o urgente di determinati processi, nonché delle accuse sospese a seguito della sospensione dei termini.

Reincorporazione al lavoro faccia a faccia

A partire da domani, 12 maggio, il regime dei turni di frequenza e disponibilità sarà nullo e le Sale governative procederanno a ristabilire il sistema di frequenza in generale, che sarà suddiviso in più fasi.
Nel primo caso verrà mantenuto un sistema misto di prestazione di servizi (lavoro faccia a faccia e telelavoro), riducendo le ore di audizione pubblica e limitandolo ai giorni in cui si dovranno svolgere azioni di persona. In ogni caso, il regime delle presenze generali deve essere pienamente attuato il 2 giugno, quando è previsto il 100% del personale ufficiale.
A partire da tale data, il reintegro dei membri della carriera giudiziaria che sono stati autorizzati ad essere esentati dal regime faccia a faccia per motivi di salute sarà nuovamente valutato. Le disposizioni sulla disponibilità dei membri della carriera giudiziaria devono essere stabilite anche nel caso in cui siano previste audizioni e presenze pomeridiane.

Azioni giudiziarie una volta revocata la sospensione delle scadenze e prima del pieno ripristino del normale funzionamento dell’Amministrazione della giustizia

La Commissione permanente avverte che i piani di ripresa devono essere adattati alla realtà immediata e sottolinea che, sia per motivi tecnologici che di bilancio, non sarà possibile avviare procedimenti giudiziari in modo generalizzato con mezzi telematici, quindi è necessario pensare in un ambiente in cui, in generale, sarà richiesta l’attività faccia a faccia del giudice o del magistrato.

Disposizioni generali

Una volta revocata la sospensione delle scadenze e fino al prossimo 31 agosto, le azioni relative a questioni dichiarate urgenti o che sono state sospese si svolgeranno preferibilmente in tribunale. Verranno compiuti sforzi per eseguire tali azioni elettronicamente, a condizione che siano disponibili i mezzi tecnici e sia garantita la riservatezza o la pubblicità richieste dalle norme.

Organizzazione di prove e audizioni
1. Forma di celebrazione
Nonostante sia legalmente previsto che le udienze e i processi possano essere tenuti preferibilmente elettronicamente, il sistema più efficace dovrebbe essere lasciato al giudizio giudiziario al fine di poter tenere quanti più processi possibili, che – a seconda dei casi – possono combinare prove faccia a faccia con altra telematica. Le amministrazioni del servizio dovrebbero essere invitate a installare programmi di videoconferenza con adeguate garanzie e misure di sicurezza nelle aule di tribunale, nelle sale polivalenti e nei computer dei giudici e degli avvocati dell’amministrazione della giustizia.

In ogni caso, il giudice o il tribunale saranno stabiliti presso la sua sede e sarà garantito il principio di pubblicità delle azioni procedurali, inclusa la presenza dei media accreditati.
2. Sede
Tutti i procedimenti devono essere tenuti in tribunale, ma, a seconda dei media, i processi telematici e le udienze potrebbero svolgersi sia nelle aule di tribunale, nelle sale polivalenti e negli uffici del giudice e dell’avvocato dell’Amministrazione della Giustizia – per esempio, le riconciliazioni-, che aiuterebbero ad evitare la folla e ad alleviare la necessità della disponibilità di tribunali.

3. Programma per lo svolgimento di prove e audizioni
A seconda dei calendari stabiliti per l’uso delle unità comuni, ci saranno organi che dovranno indicare al mattino e altri al pomeriggio. Le prove che si svolgono nel pomeriggio, telematiche o di persona, dovrebbero essere quelle che non richiedono la partecipazione di molti partecipanti e, se possibile, la cui durata prevista è breve.

Raccomandazioni relative all’autorizzazione del mese di agosto
Art. 1 del regio decreto legge 16/2020, del 28 aprile, relativo alle misure procedurali e organizzative per far fronte a COVID-19 nell’area dell’Amministrazione della giustizia, dichiara che tutte le azioni legali sono urgenti a tal fine, giorni dall’11 al 31 del mese di agosto 2020, fatta eccezione per questa disposizione di sabato, domenica e festivi, ad eccezione di quei procedimenti giudiziari per i quali in questi giorni stanno già lavorando secondo le leggi procedurali.
Fatti salvi i poteri che corrispondono a giudici e magistrati, si ritiene opportuno formulare le seguenti raccomandazioni:
Limitare il più possibile le audizioni orali, fatti salvi quelli che devono essere tenuti in risposta alla loro urgenza.
• Comunicare alle parti le indicazioni per detto periodo sufficientemente in anticipo, preferibilmente prima del 15 giugno.
ridurre al minimo indispensabile la pratica delle notifiche la cui scadenza è compresa tra l’11 e il 31 agosto.

Criteri per il godimento delle vacanze nell’anno 2020 dei membri della carriera giudiziaria

Al fine di ottemperare al mandato legale contenuto nel regio decreto legge 16/2020, sulle misure procedurali e organizzative per trattare con COVID-19 nell’area dell’Amministrazione della Giustizia, che stabilisce che tutte le istanze interessate “devono adottare in modo coordinato, nelle rispettive aree di competenza, le misure necessarie per la distribuzione delle ferie “, le Camere governative del Tribunale nazionale e le Corti superiori di giustizia approveranno il regime permanente dei giudici entro il 1 ° giugno e magistrati durante il normale periodo di godimento delle vacanze.
In primo luogo, la concentrazione nel mese di agosto del periodo di ferie per giudici e magistrati sarà utilizzata come criterio per poter intensificare lo svolgimento di processi e apparizioni in luglio e settembre.
Si terrà inoltre conto del fatto che durante il mese di agosto le Sale per le vacanze, i servizi di guardia e tutti gli organi giudiziari necessari per partecipare alle azioni dichiarate urgenti in precedenza dalle leggi procedurali devono essere debitamente coperte.